Dimmi, mamma.

Dedicato a mia mamma che mi ha dato i superpoteri.

L’altro giorno mia figlia Sofia si è seduta accanto a me sul divano e, come fosse una domanda del tutto naturale, mi ha guardata e mi ha chiesto:
“Dimmi, mamma: perché hai voluto diventare mamma?“
IO, tergiversando: “Che cosa vuoi dire?”
LEI: “Ma mamma, non capisci? Perché hai voluto fare la mamma?”
IO: “Capisco benissimo, ma mi fai una domanda alla quale non ho mai veramente pensato…
Dunque, la prima volta, intendo dire la prima volta che sono diventata mamma, cioè quando ho avuto te,
credo di aver voluto diventare una mamma perché mi sembrava bellissima l’idea di potermi occupare di una piccola creatura di cui sarei stata responsabile. E anche se la cosa un po’ mi spaventava, ero sicura che mi avrebbe fatto crescere enormemente.”
LEI: “In che senso, mamma? Non eri già grande quando hai avuto me?”
IO: “Grande di età sì, ma quello che intendo dire è che avere avuto te è un’esperienza bellissima, e come tutte le esperienze nuove che facciamo, mi ha fatto crescere in tante cose.”
LEI: “Quali cose?”
IO: “Beh, quando sono diventata mamma, tanto per cominciare, ho capito che puoi volere talmente bene a qualcuno che ti sembra che ti scoppi il cuore. E tutto quel bene è come un super potere che ho dovuto imparare a usare perché ti arrivasse nel modo giusto.”
LEI: “Come i supereroi devono imparare a usare il loro superpotere altrimenti fanno casini?”
IO: “Esatto! È proprio come per i supereroi: un giorno ti svegli e hai un nuovo superpotere, quello delle mamme. Ma, come un supereroe, non sai bene cosa fartene, e nemmeno sai se lo vuoi tutto, quel potere, perché vuol dire anche tante responsabilità.”
LEI: “Forte! Pero tu l’hai voluto, vero mamma?”
IO: “Certo, ma ho dovuto imparare a usarlo. Anche adesso non sono bravissima, a volte lo uso troppo.”
LEI, interrompendomi: “Sì sì, come quando mi sgridi per niente e vuoi che faccia come dici tu.”
IO: “Più o meno… A volte mi dimentico di averlo.”
LEI: “Ma allora le mamme sono invincibili come i supereroi?”
IO: “No, solo l’amore per i loro figli è invincibile, ma loro non lo sono per niente. Anzi, le mamme hanno tante paure.”
LEI: “Di che cosa hai paura mamma?”
IO: “Di tantissime cose.”
LEI: “Io lo so di cosa hai paura: hai paura di perdermi.”
IO: “Esatto! Come fai a saperlo?”
LEI: “Perché, per esempio, quella volta da piccola che sono uscita dal negozio e non mi trovavi più e poi sono tornata con un fiore per te, tu mi hai abbracciata forte forte e mi hai detto che avevi avuto tanta paura, e io la paura la vedevo nei tuoi occhi.”
IO: “Noi mamme abbiamo sempre paura di perdere i nostri figli. Non solo abbiamo paura che vi capiti qualcosa, ma abbiamo paura che a un certo punto, in genere quando non avete più bisogno di noi, smettiate di volerci bene.”
LEI: “Mamma, io ti vorrò per sempre bene, E avrò sempre bisogno di te.”
IO: “No, tesoro, arriverà un momento in cui tu potrai vivere la tua vita anche senza di me.”
LEI: “No, mamma. Ma quando? Perché?”
IO: “Quando mi avrai messo nel tuo cuore e avrai assorbito tutto il mio superpotere.”
LEI: “Ma fare la mamma è bello?”
IO: “Bellissimo, amore mio. La cosa più difficile ma più bella ed entusiasmante che abbia mai fatto.”
LEI: “Ma allora perché ci sono donne che non sono mamme?”
IO: “Non tutte le donne hanno la fortuna o il desiderio di avere un figlio. Ma tutte le donne possono essere mamme, in un modo o nell’altro. Io ho avuto la fortuna di avere voi due, ma si può essere mamme in tanti modi.”
LEI: “Come le maestre? Quando ero all’asilo Adele mi coccolava come una mamma.”
IO: “Come le maestre, le pediatre, le zie, la nostra vicina che ti porta sempre le caramelle che ti piacciono, la tua madrina…”
LE: “Anche tu sei un po’ mamma dei tuoi pazienti?”
IO: “Sì, esatto. E poi possiamo essere un po’ mamme anche di noi stesse.”
LEI: “Come?”
IO: “Prendendoci cura di noi, volendoci bene, parlandoci e amandoci come fa la mamma.”
LEI, con aria furbetta: “Anche sgridandoci come fa la mamma?”
IO: “Solo se ci sgridiamo con amore.”
LEI: “Sì, ma a volte tu mi sgridi forte.”
IO: “La mamma ha il superpotere della mamma, che è quello di dare amore e preparare suo figlio per la vita, ma i figli hanno il superpotere dei figli, che è quello di essere persone migliori dei propri genitori per non ripetere i loro errori e perdonarli se hanno sbagliato.”
LEI: “Come quando ti arrabbi e diventi la mamma mostro e poi mi chiedi scusa perché hai esagerato?”
IO: “Esatto!! E se io imparo a perdonare la mamma mostro spero che anche tu potrai perdonarla.”
LEI: “Mamma, io ti ho già perdonata, ti ho sempre perdonata, sei tu che non ti perdoni.”

Stefania e Sofia

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