LA VOCE DEL CORPO

Il corpo parla. Eccome. E il suo linguaggio a volte  è molto più esplicito e incisivo, a livello emotivo, di quello delle parole. E non solo il nostro corpo ci parla, ma non mente. Se con la testa e col pensiero siamo abituati a raccontarci le storie che conosciamo, il corpo spesso, se sappiamo ascoltarlo, può raccontarci le storie che abbiamo dimenticato, i desideri che non abbiamo espresso, le emozioni che abbiamo trattenuto.

Il corpo non è qualcosa di diverso da noi anzi esprime la qualità di coscienza di cui disponiamo, da esso partono informazioni preziose su come siamo, su chi siamo: il nostro corpo parla, agli altri ma anche a noi.

L’immagine del corpo coincide con quella del nostro essere psicologico: corpo ed emozioni viaggiano insieme, quest’ultime giungono alla coscienza attraverso sensazioni corporee.

La vita psicologica è legata alle sue espressioni nel corpo e alle sensazioni fisiche.

La non integrazione tra mente e corpo è una delle problematiche più comuni dei nostri tempi: difficilmente ci identifichiamo con il corpo, sentendoci poco connessi e integrati. Fino a quando questa integrazione non ci è possibile e finché ci portiamo appresso il corpo invece di essere il nostro corpo  non possiamo ascoltare la sua voce.

Il carattere dell’individuo che si manifesta nel comportamento ha una immagine nel nostro corpo, in esso si manifesta, è ritratto sul piano somatico della forma e del movimento del corpo. La nostra vitalità si esprime attraverso l’energia che sentiamo di possedere e di utilizzare.

Tale energia fluisce libera fino a quando incontra una tensione, un blocco nel  nostro corpo

La somma totale delle tensioni muscolari vista come un tutto unico costituisce l’espressione corporea dell’organismo.

Se impariamo ad entrare in contatto con nostro corpo, a sentirlo, a sentirci, potremo riconoscere in noi i nostri blocchi emotivi.Attraverso il corpo possiamo fare esperienza della nostra incapacità di esprimere pienamente la nostra vitalità, possiamo sentire quando e come la nostra energia si blocca E non può essere messa a disposizione della nostra vita.

L’energia imprigionata nelle tensioni del nostro corpo produce due effetti collaterali: il primo è che genera stress,Il secondo è che ognuna di queste tensioni è un “buco” nella nostra capacità di sentire il nostro corpo e la sua voce, quindi di percepire noi stessi.

La mente comunica attraverso immagini e parole. Solitamente ricordiamo i fatti come dei film che risvegliano emozioni che sono state represse. Chi rifiuta quello che prova, spesso, ricorre alla razionalizzazione per diminuire l’intensità dei suoi sentimenti. Il corpo allora si esprime attraverso il dolore, l’aumento di palpitazioni, la ridotta respirazione, le vertigini o altri sintomi  senza che siano presenti cause fisiche. Le persone che innalzano un muro che impedisce loro di esprimere sentimenti e pensieri somatizzano quello che non dicono. Quindi ciò che va male nel corpo si riflette sulla mente  e ciò che va male nella mente si riflette anche sul corpo, in maniera diretta o indiretta.

Ma il corpo non ci racconta solo della nostra sofferenza, ci narra anche della nostra storia, ci riporta alla dimensione del presente, alla nostra realtà. Il nostro stare nel mondo passa attraverso i nostri movimenti attraverso il nostro essere carne ed ossa, occhi, mani piedi. Il nostro contatto con la realtà dipende dal nostro radicamento, il contatto con le nostre emozioni dipende dalla profondità del nostro respiro.

Fate attenzione alle vostre reazioni, alla vostra respirazione e al vostro cuore. Ascoltare il  corpo è più facile di quanto pensiamo, basta fermarci e chiederci:sto respirando? Come sento il mio corpo? Sento i battiti del mio cuore?

Se ho le gambe intorpidite, forse dovrei alzarmi e uscire a fare una passeggiata per rigenerare il mio corpo. Se ho un cerchio alla testa, forse devo “mollare” un po’ il controllo, se mi manca il respiro, dovrei concedermi di rilassarmi, se ho un nodo alla gola forse dovrei liberare l’emozione…

Ognuno può trovare il proprio personale contatto con il corpo, imparando a conoscersi, solo noi sappiamo dare significato alle parole del nostro corpo.

Le nostre sensazioni e le nostre emozioni hanno l’obiettivo di aiutarci a vivere in maniera consapevole, a partecipare attivamente alle nostre esperienze e ad imparare ad avere fiducia nella saggezza del nostro corpo.

Forza dunque non continuiamo a rimanere sordi, a far finta di non sentire, a portarci dietro il nostro corpo come fosse una scatola dentro cui rifugiarci.

Essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità. —  Alexander Lowen

Stefania colombo

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