Giornata mondiale della salute

Le persone hanno paura di morire ma si dimenticano di vivere
Uno degli istinti più forti che possediamo, anzi, senza dubbio la forza più grande, è legata alla voglia di vivere, il desiderio di continuare a esserci.
Ma vivere che cosa significa veramente?
Quando parliamo di vivere intensamente il nostro pensiero corre a una vita piena di esperienze dai ritmi frenetici. Ogni giorno siamo pieni di cose da fare, ma vivere intensamente non è solo questo: per vivere intensamente dobbiamo ricordarci di essere, non solo di fare…
E se questa affermazione ci pare troppo filosofica e poco applicabile alla quotidianità, allora rivolgiamoci un’ulteriore domanda: so cosa devo fare oggi, domani, dopodomani, il mese prossimo, ecc. ma so chi sono veramente? Mi fermo mai a riflettere su cosa provo, quali sono le mie emozioni? E penso mai se quello che sto facendo mi soddisfa appieno? In poche parole mi chiedo mai se sono Felice?
Se ci fermiamo a riflettere scopriamo un’amara verità, la gran parte delle nostre giornate la passiamo sopravvivendo anziché vivendo veramente.
Ma perché ciò accade?
“Essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità”
Alexander Lowen.
Ecco sentire con intensità….Essere vivi dunque significa principalmente questo. Essere pienamente consapevoli di sé stessi delle proprie emozioni e dei propri bisogni, essere in contatto con le nostre possibilità e i nostri limiti.
Vivere davvero intensamente implica dunque un grande rischio: quello di vivere una vita piena e responsabile.
Una volta fatto il primo passo, è impossibile smettere e non si riesce a comprendere il modo in cui si viveva precedentemente. Vivere significa principalmente essere responsabili di sé stessi e quindi anche della propria eventuale infelicità. Ecco dunque che per essere vivi non possiamo più nasconderci dietro ai falsi alibi quotidiani che ognuno di noi trova per non lasciarsi andare pienamente alla vita, per rimanere in una relazione che non lo soddisfa, per continuare un lavoro che non gli piace…. Per non uscire dalle nostre piccole prigioni infelici. Infelici ma sicure.
Quindi forse a spaventarci davvero non è la morte, ma la vita.
La possibilità di essere veramente felici ci toglie qualsiasi alibi per non esserlo. Come dice una famosa poesia:
“La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: ‘ Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? ‘
In realtà chi sei tu per NON esserlo?
(……)
( Meditazione Nelson Mandela)
Forse sarebbe bene renderci conto che chi non è impegnato a vivere è impegnato a morire. Le persone che vivono non si preoccupano di quando moriranno e nemmeno di allungare la propria vita ma semmai di allargarla e di vivere tutto ciò che possono appieno, perché un giorno quando la morte busserà alle loro porte (poiché ahimè anche la morte è una delle realtà dell’essere vivi) si sentiranno soddisfatti di ciò che è stato e pronti, e accetteranno la morte stessa come naturale conseguenza dell’essere vivi.

Stefania Colombo

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